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lunedì, novembre 27, 2006
Le norme antincendio
Una delle millemila cose che ha attirato la mia attenzione a New York, è stata sicuramente la particolare apprensione che gli americani sembrano avere nei confronti del fuoco.
In tutte le case ci sono uscite di emergenza, scale antincendio, estintori e targhe con su scritte le abituali norme di comportamento in caso di incendio, sarà che io non mi ci sono mai trovata nel mezzo, ma è davvero una specie di fobia, anche sulla metro e nei locali, insomma ovunque!
io non ne avevo notate di così dettagliate ed accurate nemmeno sugli aerei. La mia curiosità mi ha spinto fino a chiederlo a Shane, che oltre che americano è anche colto ben oltre la media, così ecco svelato il mistero.
Le scale antincendio e tutte le numerose norme annesse, sono ciò che rimane di una serie di ammirevoli leggi a protezione delle case popolari e dei suoi abitanti, risalenti ai tempi nei quali NYC era govarnata dalla sinistra, incredibile ma vero.
Svelato il mistero, perdono, per me, un pò di fascino forse.
lo dice rosichella | 21:11
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Brooklyn
Dovrei aver trovato casa, un pò mi sento in difficoltà però, lo ammetto, sono a brooklyn, di manhattan vedo ormai solo lo skyline... qui ci sono decine di auto della polizia con sirene attaccate a tutte le ore, quasi esclusivamente neri e messicani e le macchine che passano, sono un pò coatte e con la musica rap a manetta, la gente per strada urla e non so nemmeno se lo faccia in inglese.
Non che io provenga esattamente da zone migliori di Roma, non che Tor pignattara o il Pigneto appunto siano esattamente park avenue, ma si sa, quando ci si abitua, così come era facilmente capitato a me, all'upper west side, è dura cambiare.
Adesso, sono in una deliziosa palazzina con le scale anti incendio alla finestra ed i mattoncini rossi a vista, un pò alla saranno famosi, mentre prima dormivo in un lussuoso appartamento con portiere in livrea, hall in marmo italiano e facciata con pregiati stucchi, diciamo che adesso sono un pò più dentro alla situazione, mettiamola così, facciamo che la cosa sta diventando interessante, mentre prima rischiava di diventare noiosa, io me lo continuo a ripetere chissà che non funzioni e che non ci caschiate.
lo dice rosichella | 20:47
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sabato, novembre 25, 2006
OGGI YOGURT ED INSALATA
Ieri ho pranzato da Florent con Leonardo e Shane, un posto deeeeeliziosisssimo nel meatpacking district (il quartiere nel quale si trsferisce samantha e dove incontra in suo fidanzato super figone - per chi non conosce sex&thecity il contenuto di questa parentesi è inutile), l'origine del posto è ovviamente francese, ma il processo di americanizzazione ha reso la cucine mooolto più succulenta, è bello lasciarsi rassicurare dalla conferma di alcuni luoghi comuni, le patatine fritte, non solo sono servite in porzioni valanga, ma hanno un sapore ed una croccantezza che giustifica almeno un 30% della diffusa obesità negli USA. L'atmosfera era incantevole, il sole brillante conferiva all'aria ed alla luce una particolare effervescenza.Usciti di lì abbiamo svoltato l'angolo ed abbiamo sorpreso due ragazze intente a provarsi delle scarpe, proprio sul marciapiede. sorridiamo, poco prima di prendere la metro ed andare a visitare uno degli appartamenti candidati ad assere abitati da me, a Brooklyn.
lo dice rosichella | 15:01
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venerdì, novembre 24, 2006
Ieri, pioggia a dirotto e thanksgiving mi hanno costretta ad una prima giornata un pò difficile.
Ho girovagato a caso per Chelsea, ho provato a scattare qualche foto, mi sono lasciata giudare dal mio famigerato senso dell'orientamento, e ne sono ugualmente uscita viva, sono riuscita a tornare a casa incolume, senza che nessuno abbia dovuto apporre mie foto su cartoni del latte.
Mentre mangiavo una buona insalata da "Così", che però si pronuncia cosi, guardavo fuori da una di quelle enormi bellissime vetrate che danno sulla strada, ed ha attirato la mia attenzione la pubblicità di un casinò, "the borgata"! l'ho già detto? siamo come la peste? mi ripeto, è assurda la nostra capacità di incafonire ogni luogo. Dopo il pranzo ho girovagato tra le vetrine dei pochi negozi aperti ieri, ed ho già individuato un fottiglione di cose da comprare, è grave?
Oggi, c'è un sole meraviglioso, NY è ancora più bella ed io faccio una doccia ed esco per andare a vedere degli appartementi e prendere una casa mia, così comincio sul serio. *__*
lo dice rosichella | 15:38
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giovedì, novembre 23, 2006
THANKSGIVING DAY
causa jet lag, eccomi sveglia dalle 7 di mattina, in seguito ad un viaggio davvero devastante!
Ho già recitato le mie 10 "ave MAria" per ottenere il perdono dei miei peccati di stupidità, ma evidentemente non sono ancora sufficenti, perché sono colpevole, sì, colpevole di aver prenotato Alitalia!
Come mi è saltato in mente? Come è stata possibile così tanta ingenuità da parte mia? Se pure la Madonna decidesse un giorno di perdonarmi, credo sarei io a non concedermelo.
Ovviamete viaggiavo in economy, un pò meno ovviamente, sono stata una delle fortunate, che è riuscita ad ottenere l'ambito posto al centro dell'aereo, proprio su quella fila di sedili da tre, nel centro del centro, ommioddio! mi torna da vomitare al solo ricordarlo.
Quello che proprio non avevo messo in conto era la comitiva di napoletani in viaggio per niuyorke, ma che cazzo! proprio a me?
Il sedile alla mia destra, era occupato da un signore di circa 50 anni, il capofamiglia per intenderci (perché a napoli la gente, non avendo alcun ruolo da ricoprire socialmente all'esterno, se ne da uno all'interno della propria famiglia), ogni volta che sentivo il bisogno di lasciare il mio posto (in 10 ore accade che lo si debba fare, anche per non ritrovarsi all'arrivo a doversi far operare di cancrena), al mio chiedere <<permesso...?>> non si spostava, ne si alzava, ma si spalmava sul sedile, tirandosi indietro e restando seduto, lasciandomi intendere chiaramente, che avrebbe preferito che io gli passassi sopra... vi ricordo Alitalia in economy, ovvio! penso io, e perché no, Così eccomi a fare da animatrice al viaggio del povero vecchio con una scarpa di moglie e una suocera a seguito, della quale non descrivo le fattezze, per il poco rispetto ancora restatomi per il genere umano.
Il gruppo, ovviamente, comunicava solo in dialetto e non capiva, qualunque cosa gli si chiedesse:
io - mi scusi, avrebbe una penna?
loro - eeeeeeeh?
io - avrebbe una penna?
loro - no, io nun parlo ammericano!
io - sono italiana, che c'ha na penna? na bic?
loro - aaaaaaaaah! eccome no? ecchivella quà! signurì.
le "signore" , invece, hanno rifiutato il pranzo, certo non succulento, lo riconosco, offerto dalla compagnia aerea, per addentare un clamoroso, enorme panino con la frittata!
A volte mi chiedo, se i napoletani li mandano in giro per perpretare l'immagine che il mondo ha di loro e dei luoghi comuni, che li riguardano.
Tanto per dovere di cronaca, nel sedile alla mia sinistra, sedeva un giovane americano, che non ha fatto che dormire con un cappello da cowboy sugli occhi e le ginocchia ad impossibilitarmi il passaggio, ho provato a svegliarlo un paio di volte, per potermi risparmiare il sexy struscio del vecchio, ma non ci sono riuscita.
Il volo è partito con più di un'ora di ritardo, d'altra parte come potevo dubitarne, viaggiavo Alitalia! merda! ne ha accumulata almeno un'altra di ora nel corso del viaggio, nessuno sì è mai scusato per questo, le/gli hostess avevano la cortesia di un pitbull addestrato per uccidere, e la svogliatezza tutta italiana, della quale notoriamenta vado fiera.
Cazzo! che paese di sottosviluppati mi è toccato dover sopportare come nazione d'origine, mi imbarazza sui documenti veder scritto Italia, ogni giorno di più.
Lo sbarco.
All'aereoporto, per rinfrancare il mio spirito, una foto di Bush con tanto di stelline bianche ed effetto fluo (quello dei matrimoni) con un non so che di padre Pio negli occhi, mi ha guardato con disappunto dalla parete, ho abbassato lo sguardo e mi sono diretta verso la prima avventura, il raggiungere casa di Leo e Shane.
La navetta che mi è stata consigliata era assurda, con bambini urlanti e guida a passo d'uomo, mi ha portata al centro di manhattan in più di un'ora, tremendo! avevo nausea e sonno a non finire, ma una volta lì, ho alzato lo sguardo e mi è girata la testa per 15 minuti, le strade la gente, l'enormità delle dimensioni delle luci e della folla, non riesco a raccontarle, è stato incredibileeee!!!
sembravo la ragazza di campagna con i vestiti che puzzano ancora di pecore o galline, nel centro di una grande città, ancora non riesco a crederlo, mi ha stordita davvero!
Ho provato quindi a prendere un taxy, due di loro si sono rifiutati di prendermi, perché non conoscevano l'indirizzo, il terzo mi ha indicato una strada che avrei potuto percorrere a piedi, perché vicina, costringendomi a camminare inutilmente per 30 minuti, il quarto, mi ha finalmente caricata su, sono arrivata a destinazione, non avevo abbastanza dollari, il portinaio del palazzo di Leo, in livrea, mi ha prestato la differenza, leo è sceso ha raggiunto il Taxy parcheggiato ancora fuori in attesa della mancia, e...la giornata è durata ancora molto, ma lo racconterò domani, ora ho scritto già troppo, oggi è il famoso Giorno del Ringraziamento!
lo dice rosichella | 15:47
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martedì, novembre 21, 2006
Parto domattina per New York!
rosicate tutti.

lo dice rosichella | 19:21
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lunedì, novembre 13, 2006
Come promesso, vi aggiorno sulla mia breve trasferta a Colonia in occasione dell'Art Cologne.
Ovviamente non mi soffermerò sull'aspetto meravigliosamente culturale ed affascinante della suddetta iniziativa culturale, peraltro di altissimo livello e qualità, per non deludere tutti coloro che sono giustamente convinti del mio assoluto disinteresse per ogni forma di intellettualismo.
Vi racconterò invece un'inutile episodio che però, il mio malsano desiderio di umiliazione, mi impedisce di nascondere.
A causa delle insufficienti condizioni igieniche dell'albergo Parigino che mi aveva ospitata nei giorni poco precedenti alla trasferta colonese, le mie "intimità" hanno sviluppato una forma di irritazione, oltre che imbarazzante, davvero fastidiosa.
Nonostante la mia proverbiame capacità di sopportazione e pazienza,(ah ahah), ad un certo punto mi sono vista costretta a rivolgermi ad una farmacia (inutile dire che ho deciso di andarne in cerca proprio di domenica e ben oltre il solito orario di chiusura).
Assolutamente incapace di interagire verbalmente con i tedeschi, ho dovuto chiedere quindi aiuto al povero Alessandro. Egli appena convertito ad un lieve ottimismo, pensava di avermi già largamente dimostrato la sua amicizia, nel corso dei 10 anni che lo hanno accidentalmente costretto alla mia frequentazione, e invece, ha dovuto sottoporsi a questa nuova entusiasmante forma d'amicizia.
In circa due anni di vita a Colonia Alessandro, era riuscito ad evitare ogni imbarazzante incontro con farmacie e medici ed invece eccolo qui il nostro eroe, che scortato da me, si appresta a cercare la farmacia in questione (ricordo, di domenica alle 20:00 circa), Finalmente scovata quella di turno, localizzata nel tipico indirizzo a 46 cifre che la lingua tedesca ha ideato per impedire che troppa gente sopravviva e scongiurando così ogni rischio di sovraffollamento, suoniamo il campanello e la farmacista anziché aprire la porta, si affaccia ad una finestra al primo piano e ci chiede cosa desiderassimo...
A questo punto immaginate Alessandro che, in tedesco traduce i miei imbarazzanti sintomi alla farmacista in finestra e mi interroga con le domande che lei gli chiede di farmi, una delle quali tra l'altro prevedeva la possibilità che io avessi fatto sesso con animali.
Pur trovando a volte difficile distinguere umani di sesso maschile da animali di qualsiasi genere, la rassicuro che no, non mi sono gingillata con pratiche simili, ossevo quindi la comparsa sul suo volto dell'espressione delusa di colei, che almeno, già costretta ad un noioso turno di notte, sperava in clienti dai problemi interessanti.
Mi da' la mia stupida cura, augurandomi una felice e noisa vita.
lo dice rosichella | 18:32
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lunedì, novembre 06, 2006
Ho trascorso una settimana a Parigi, Mi hanno chiamata all'improvviso per fare da interprete per conto di una ditta di caffé alla SIAL (una grandissima fiera internazionale dell'alimentazione). Se state per avere un'ifarto a causa del troppo ridere all'idea che io abbia potuto indossare, anche solo per poco, i panni di un'interprete, probabilmente mi conoscete bene.
Io che a Parigi dopo due mesi parlavo il francese come Totò, io che probabilmente avrò delle qualità da sfoderare, ma non certo quella della padronanza delle lingue straniere, sì io, ho fatto l'interprete per una settimana! Sono fiera di me, dell'essere riuscita a sembrare credibile.
Sono riuscita inoltre a trascorrere delle improbabili ma divertenti serate in compagnia dell'uomo del caffé, dell'uomo dei biscotti (con amici e interprete vera a seguito) e dell'uomo delle sardine ed è stato Incredibile osservare, come inserite nel contesto della fiera, la mattina dopo, queste persone prendessero inaspettate sembianze professionali.
Parigi, nella mia vita, è sempre una parentesi incantevole, ma questa volta si è caricata di particolarità improbabili, ho sperimentato l'assurdo in prima persona.
Appena tornata sono subito ripartita per Colonia dove sono stata negli ultimi 5 giorni in occasione dell'art cologne, ma questa è una nuova piccola storia. l'unico rammarico è stato che in meno di due settimane la classifica dei singoli è stata completamente stravolta da pezzi che non avevo mai sentito, merda! quanto è dura la vita di chi si affanna per restare al passo con i trend di massa.
lo dice rosichella | 18:00
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